La casa di proprietà è un sogno ancora per molti italiani, ma i costi associati ad essa stanno lievitando, mettendo a dura prova il bilancio familiare. Questi sono i risultati del secondo Rapporto Federproprietà-Censis intitolato “La casa nonostante tutto“, presentato nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica.

Per l’83% degli italiani, possedere una casa rappresenta una fonte di sicurezza e stabilità, anche se le spese energetiche continuano ad aumentare. Questo sentimento di sicurezza è condiviso dal 76,9% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, dall’82,4% delle persone tra i 35 e i 64 anni e dall’89,3% dei cittadini di 65 anni e oltre.

Tuttavia, il costo della casa, che include spese come il condominio, le bollette e le tasse, sta diventando un onere pesante per molte famiglie italiane. Il 75,5% degli intervistati ha dichiarato che queste spese hanno un impatto significativo sul loro bilancio familiare, con un’incidenza ancora maggiore nelle famiglie a basso reddito (quasi l’80%).

Nonostante una leggera stabilizzazione dei prezzi, i costi associati all’abitazione, all’acqua, all’elettricità e al gas sono aumentati in modo significativo nel corso dell’anno. Questo ha portato a un aumento delle preoccupazioni tra i proprietari in merito alle spese future.

L’impatto della classe energetica

Uno dei fattori fondamentali per l’acquisto futuro di una casa per il 64,6% degli italiani è la classe energetica dell’edificio. Questo requisito è ritenuto cruciale dal 66,1% dei giovani, dal 65,7% delle persone tra i 35 e i 64 anni e dal 61,5% degli anziani.

La recente Direttiva europea Casa Green, approvata nella sua forma finale il 7 dicembre, ha ricevuto una buona accoglienza tra gli italiani. Il 73,3% è a conoscenza di questa direttiva e il 51,1% la ritiene un passo positivo per l’ambiente, in quanto prevede misure per ridurre l’inquinamento e il risparmio energetico. Tuttavia, il 22% teme che l’applicazione della direttiva comporti costi aggiuntivi per la gestione delle proprietà, il 16,3% pensa che gli interventi non saranno economicamente sostenibili, e il 10,7% è preoccupato che l’assenza di tali interventi possa causare una diminuzione dei prezzi delle case.

La voce unanime tra gli italiani (90,2%) è che i proprietari avranno bisogno di aiuti economici dallo Stato per rispettare la direttiva Casa Green. Questi aiuti possono prendere la forma di detrazioni fiscali, incentivi o altre misure di sostegno. Quindi, mentre c’è un crescente interesse per la sostenibilità energetica, la tutela della sostenibilità economica delle famiglie proprietarie rimane al centro delle preoccupazioni.

Un accordo provvisorio per le Case Green in Europa

Nel frattempo, il 7 dicembre, Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla nuova Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive, anche nota come direttiva sulle case green, dopo mesi di difficili negoziati.

Inizialmente, la Commissione europea aveva proposto un obbligo di miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici residenziali, portandoli almeno alla classe E entro il 2030 e alla classe D entro il 2033. Questa proposta aveva suscitato critiche da parte di diversi Paesi, tra cui l’Italia, che avevano definito l’iniziativa un attacco ai diritti dei proprietari.

L’accordo politico provvisorio ha introdotto alcune modifiche significative alla proposta originale. Gli Stati membri saranno ora tenuti a ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20%-22% entro il 2035. Inoltre, il 55% di questa riduzione dovrà essere ottenuto tramite la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni energetiche più basse, dando agli Stati membri una certa flessibilità su dove e come intervenire.

La direttiva prevede anche obblighi progressivi per l’installazione di impianti solari sugli edifici, l’eliminazione graduale delle caldaie alimentate a combustibili fossili entro il 2040, e la transizione verso edifici a zero emissioni dal 2030.

Tuttavia, questa direttiva ha ricevuto critiche da parte di organizzazioni ambientaliste europee, che l’hanno considerata “fortemente indebolita”. Sostengono che gli standard minimi di prestazione energetica per gli edifici residenziali siano stati diluiti e che non sia sufficientemente ambiziosa per raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica dell’Unione Europea.

L’accordo sulla direttiva EPBD dovrà ora essere formalmente approvato da Parlamento e Consiglio prima di diventare legge.

In conclusione, la casa di proprietà rimane una fonte di sicurezza per la maggior parte degli italiani, ma le crescenti spese energetiche stanno mettendo a dura prova i bilanci familiari. Nel contesto europeo, gli sforzi per rendere gli edifici più sostenibili stanno procedendo, ma rimangono controversie sulle modalità di attuazione e sul livello di ambizione delle misure.

Aggiungiamo noi di CASA GAS FREE che bisogna definire meglio la “casa green” ed in particolare la “casa gas free” per consentire una maggiore incentivazione verso questa tipologia di abitazioni.

Resta invariato il nostro impegno per aiutare gli italiani a degassificare le proprie abitazioni, partendo dall’Analisi Energetica Gratuita (clicca qui) per un primo approccio tecnico-economico alla trasformazione GAS FREE della propria casa.